
Premetto che questa è una mia riflessione personale e non una prova scientifica.
Sta prendendo piede l’utilizzo di un prodotto a base di Artemisia annua.
Lo vedo prescrivere sempre di più.
Ora, funziona o no?
Ho avuto modo di provare più volte l’artemisia in molte formulazioni, sia su miei pazienti che su pazienti riferiti già in terapia.
Personalmente non ho visto nessun paziente in terapia con artemisia liberarsi del parassita.
Ho visto però un miglioramento, specialmente dei sintomi dolorifici.
Questo è molto chiaro, anche perché il prodotto è commercializzato come antidolorifico, e la Leishmaniosi è una malattia per certi versi dolorosa.
Gli studi però sono fuorvianti, in quanto il prodotto oggi in commercio cita un lavoro sull’artemisinina sui topi, per paragonare l’efficacia del prodotto intero sui cani.
Vi spiego meglio con un esempio paragonabile:
Studio gli effetti della caffeina pura sull’eccitazione del topo e poi desumo che un caffè, con quantità di caffeina decine di volte più diluita, abbia lo stesso effetto sull’uomo.
Ho commesso due errori fondamentali:
- Il primo è paragonare l’estratto puro al prodotto in toto.
- Il secondo è utilizzare due specie diverse.
Non posso presupporre che gli effetti sul topo siano gli stessi che sul cane.
Poi, a sostegno delle mie perplessità, ho diversi pazienti trattati con l’estratto puro, un prodotto chiamato Falciart, da utilizzare in modalità ospedaliera.
Nessuno degli animali trattati ha avuto benefici.
Quindi desumo che il prodotto possa aiutare nella gestione del dolore, ma non possa aiutare nella Leishmaniosi canina come parassitosi.
Rimango però aperto a fare uno studio, considerando di sbagliarmi e cercando invece di dimostrarne l’efficacia.
Efficacia dell’Artemisia annua nella leishmaniosi canina