Il fatto che l’allopurinolo stia causando la formazione di cristalli è, in parte, una cosa normale: succede con il tempo. Allo stesso tempo è anche una condizione che non dovrebbe essere sottovalutata, perché alla lunga può portare a un’insufficienza renale irreversibile.
Cosa diceva la classe veterinaria fino a pochi anni fa
Per molto tempo si consigliava di non sospendere mai l’allopurinolo per tutta la vita del paziente.
Noi abbiamo pubblicato decine di approfondimenti sull’argomento e, anche se all’inizio non venivamo ascoltati, oggi questa visione è stata rivista: non si consiglia più l’utilizzo dell’allopurinolo oltre i 6 mesi.

Perché 6 mesi è il limite di sicurezza
- Nei primi 6 mesi c’è una buona tolleranza da parte dell’organismo.
- Oltre questo periodo aumenta in modo significativo il rischio di calcificazioni renali.
- Esistono soggetti che non sviluppano mai questo problema, e altri in cui compare già dopo 3 mesi: la biologia non è uguale per tutti.

Cosa fare in pratica
Il mio consiglio è:
- Alimentazione specifica: dieta ancestrale, ricca di acqua.
- Ecografia di controllo: fondamentale per verificare se siano già presenti calcificazioni (abbiamo protocolli dedicati per tentare di invertire il processo).
- Stop allopurinolo a 6 mesi: non proseguire oltre senza una valutazione clinica mirata.
- PCR midollare e prevenzione: strumenti essenziali per capire se e quando la sintomatologia si ripresenterà.
Attenzione ai rischi
Se vi trovate in questa situazione, non trascuratela: la condizione può diventare molto pericolosa. In questi casi scrivetemi direttamente via mail per una valutazione personalizzata.
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