
Quando un cane arriva da una zona endemica per la leishmaniosi, è fondamentale impostare un percorso di controlli mirato. La leishmaniosi è una malattia che può rimanere latente per anni e non sempre un singolo test iniziale è sufficiente a escludere l’infezione.
Perché un test sierologico iniziale può non bastare
Un animale nato o cresciuto in un’area endemica potrebbe essere stato punto da un pappatacio infetto o avere genitori già ammalati. La sierologia (ELISA o IFAT) eseguita al momento dell’adozione o dell’arrivo in una nuova famiglia non garantisce sempre la diagnosi: un cane può risultare negativo oggi e sviluppare anticorpi mesi o anni dopo.
Statisticamente, la diagnosi di leishmaniosi si effettua in media intorno ai 4 anni di vita. Questo può dipendere da:
- esposizione cumulativa nel tempo,
- risposta immunitaria che cambia con l’età,
- comparsa progressiva dei segni clinici.
È probabile che si tratti di una combinazione di questi fattori.
Quali esami fare e con quale frequenza
Il mio consiglio è:
- Eseguire un test ELISA presso un laboratorio altamente affidabile. Al momento il più indicato è il Laboratorio San Marco di Veggiano (Padova), punto di riferimento per accuratezza diagnostica.
- Ripetere la sierologia ogni 6–12 mesi, almeno fino ai 4 anni di età del cane.
È importante ricordare che, se un cane dovesse risultare positivo in un secondo momento, non è possibile stabilire con certezza se l’infezione sia avvenuta nella zona d’origine o nella nuova famiglia, soprattutto in aree oggi endemiche.
Malattie da vettore: non solo leishmaniosi
La leishmaniosi non è l’unica infezione trasmessa da vettori da tenere sotto controllo. Oltre al test per Leishmania infantum, è fondamentale richiedere una sierologia completa per le principali malattie da vettore:
- Ehrlichia
- Anaplasma
- Babesia
- Rickettsia
- Malattia di Lyme (Borrelia burgdorferi)
- Filariosi
Un segnale di allarme può essere un emocromo con globuli rossi sotto i 7 milioni o, nei levrieri, sotto i 9,5 milioni. In questi casi il pannello sierologico diventa indispensabile.
Supporto al sistema immunitario
Accanto alla diagnosi e al monitoraggio, il sostegno dell’organismo gioca un ruolo chiave:
- Alimentazione: dieta a basso contenuto di carboidrati, ricca di proteine e grassi di qualità, simile a quella ancestrale del cane.
- Immunomodulatori: prodotti specifici come Immunopet, Immunopet Strong, Impromune, Dilish, che supportano le difese immunitarie.
- Domperidone: possibile opzione, ma solo sotto stretto controllo medico per i possibili effetti collaterali.
- Stile di vita: ridurre lo stress, garantire affetto e stabilità quotidiana contribuisce a mantenere l’equilibrio immunitario.
Approfondimenti
Conclusioni
Portare un cane da una zona endemica richiede attenzione: i test sierologici ripetuti nel tempo, eseguiti in laboratori affidabili come il San Marco di Padova, rappresentano la base per una diagnosi precoce e un monitoraggio efficace. Allo stesso tempo, una prevenzione mirata e un supporto immunitario adeguato aiutano a proteggere il cane nel lungo periodo.