
Rendiamo spunto da un post del gruppo:
“Buonasera a tutti, purtroppo qualche giorno fa ho avuto la notizia che il mio Oscar (volpino) di 6 anni è affetto da leishmania…”
Una diagnosi di leishmaniosi canina va sempre confermata
Vi mando una grande energia in un momento così complicato, ma voglio parlarvi come se vi parlassi a tu per tu: io a te.
La cosa più importante da verificare è se ci troviamo davvero di fronte a una diagnosi corretta di leishmaniosi canina.
Te lo dico perché già al Centro Studi per la Leishmaniosi Canina ci eravamo resi conto che 2 cani su 3 che si rivolgevano a noi non avevano la malattia, ma erano vittime della falsa diagnosi: in termini medici si chiama falso positivo.
Con il tempo abbiamo anche ritrovato articoli scientifici che hanno dimostrato che il 50% degli animali sottoposti a diagnosi di leishmaniosi, in realtà, non aveva la malattia.
Uno studio condotto da Zanette et al. (2014) ha valutato la cross-reattività sierologica tra Leishmania spp. e altri patogeni canini come Ehrlichia canis, Babesia canis, Toxoplasma gondii, Neospora caninum e Trypanosoma cruzi. Quasi la metà dei campioni positivi a questi patogeni è risultata positiva anche per leishmaniosi con almeno un test sierologico (ELISA, IFAT, rapido), evidenziando come la presenza di altre infezioni possa condurre a falsi positivi nei test per la leishmaniosi.
L’approccio alla terapia
La seconda cosa da tenere in considerazione è l’approccio alla terapia.
Oggi spesso il medico di base interviene subito per curare la malattia; anzi, nel caso della leishmaniosi canina, interviene al semplice test positivo anche se il paziente non ha sintomi, prescrivendo – come da linee guida – antimoniali, Glucantime o Miltefosina.
Ma la vera sfida si gioca nel capire dove è avvenuta l’infezione.
Perché se non hai capito dove il pappatacio ha morso e quali comportamenti hanno esposto il cane, rischi che finita la terapia il paziente torni nuovamente malato.
Il tipo di terapia
Il terzo aspetto è il tipo di terapia da fare.
I 28 giorni di Glucantime/Miltefosina, nella maggior parte dei casi, portano alla guarigione clinica, ma non alla scomparsa del parassita.
Questo significa che c’è una ricomparsa dei sintomi entro 3 o 6 mesi.
Per chiarire:
- la guarigione clinica è il raggiungimento della scomparsa dei sintomi, anche se il cane rimane con i parassiti nel corpo;
- la negativizzazione o sterilizzazione parassitaria è invece la completa scomparsa del parassita, che si ottiene solo con cure mirate, come quelle sviluppate dal Centro Studi.
Guarigione clinica e negativizzazione: due concetti diversi
Questa precisazione è fondamentale, perché ho sentito spesso confusione anche in alcuni video divulgativi, dove i termini vengono invertiti.
Confondere la guarigione con la negativizzazione è un errore.
In medicina la guarigione è clinica, mentre la negativizzazione arriva molto dopo ed è un concetto completamente diverso.
Approfondisci anche la terminologia
L’ABC della Terminologia nella Leishmaniosi: Conoscere i Termini per Comprendere la Malattia
Le due strade possibili
Quindi, cara amica.
Il tuo volpino ha la leishmaniosi?
Hai due strade:
- curarlo con la terapia tradizionale,
- oppure studiare tutto il materiale del gruppo e valutare altre opportunità.
Se anche non ci dovessimo sentire, fai tesoro di tutto il materiale gratuito del gruppo e di questo blog: è stato creato proprio per aiutare famiglie come la tua.