#134 Mangime renale e diagnosi di insufficienza renale

Introduzione

Negli ultimi anni, la gestione nutrizionale del paziente con insufficienza renale è cambiata profondamente. Se in passato era prassi comune prescrivere un mangime “renal” al momento della diagnosi — o addirittura in via preventiva — oggi le evidenze scientifiche ci dicono che questo approccio può non essere la scelta migliore.

Mangimi renali: analisi nutrizionale

Prendiamo come esempio un noto mangime renale prodotto da un’azienda del Kansas. Secondo le tabelle nutrizionali, ogni 100 g contiene:

  • Proteine: 13,8%
  • Lipidi: 20,5%
  • Carboidrati: 51,2%

Tradotto in apporto calorico, significa che soltanto il 12% delle calorie totali deriva dalle proteine, ben 8 punti percentuali al di sotto del fabbisogno minimo riconosciuto per il cane (20%).

Questo diventa un problema serio nei pazienti proteinurici, che perdono molte proteine con le urine: se la dieta non le reintegra, si instaura una carenza proteica sostenuta, con ripercussioni cliniche importanti come l’anemia e la perdita di massa muscolare.

Anche la formula di un concorrente francese presenta caratteristiche simili, confermando come le principali aziende abbiano impostato le loro linee “renal” su un tenore proteico inferiore alle necessità nutrizionali del cane.

E il fosforo?

Il punto di forza dichiarato dei mangimi renali è la riduzione del fosforo. Effettivamente i valori medi riportati oscillano tra 0,20 e 0,27%, paragonabili a quelli di una fettina di petto di pollo.
La differenza sostanziale, però, è che nel pollo:

  • il 100% delle calorie deriva dalle proteine
  • l’alimento è composto per circa 80% da acqua, elemento fondamentale per il supporto renale.

Quindi, a parità di fosforo, la carne fresca rappresenta una fonte nutrizionale di gran lunga più equilibrata e utile al metabolismo del cane rispetto a un mangime industriale.

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Cosa dicono gli studi

  • Finco DR et al., 1992 – Lo studio dimostra che la riduzione del fosforo, più che quella proteica, è il fattore determinante per migliorare la sopravvivenza nei pazienti renali. PubMed 1476305
  • Sanderson SL, AIVPA Journal – Un piano nutrizionale personalizzato migliora la qualità di vita dei pazienti renali. PDF AIVPA
  • Laflamme DP, 2008 – Le proteine non sono il nemico dei renali: i cani necessitano di almeno il 20% delle calorie da proteine. PubMed 18656844

Conclusione

Alla luce dei dati, possiamo dire che:

  • i mangimi renali abbassano troppo la quota proteica;
  • il fosforo, pur ridotto, rimane paragonabile a quello della carne fresca;
  • le diete industriali rischiano di indurre carenze proteiche in un paziente che ne ha invece ancora più bisogno.

👉 Per questo motivo, oggi la direzione della nutrizione renale non è più il “mangime industriale”, ma la dieta fresca personalizzata, bilanciata da un nutrizionista, capace di controllare il fosforo senza sacrificare le proteine indispensabili.

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