#125 Monitoraggio dei pazienti in insufficienza renale cronica – Seconda parte

Perché servono esami regolari

Il paziente renale cronico, con il tempo, sviluppa la progressiva incapacità di trattenere correttamente alcune sostanze fondamentali del sangue. Questo è uno dei danni più gravi, che mina la sopravvivenza a lungo termine.

Quando il rene è in sofferenza, le sottilissime membrane filtranti che compongono le sue strutture si alterano, consentendo il passaggio nelle urine di sostanze che normalmente resterebbero in circolo: proteine, sali e zuccheri.

La perdita di proteine

La proteinuria è un segnale chiave. La perdita proteica riguarda soprattutto:

  • Albumina
  • Enzimi
  • Fattori della coagulazione, in particolare antitrombina III

Albumina

L’albumina è una proteina di trasporto e di riserva, ma ha anche un ruolo fondamentale nel mantenere l’acqua all’interno dei vasi sanguigni (pressione oncotica).
Quando i reni ne perdono più di quanto il fegato riesce a produrne, nel sangue compare una vera e propria carenza, chiamata ipoalbuminemia.

Se l’alimentazione non garantisce un adeguato apporto proteico – che deve tener conto non solo della quota fisiologica necessaria, ma anche delle perdite renali – l’albumina può calare drasticamente. In questo caso, i sistemi fisiologici entrano in crisi.

Va ricordato che la sintesi dell’albumina è prioritaria per il fegato. Quando le proteine non bastano, l’organismo attinge alle riserve muscolari, rallenta la produzione di globuli rossi e compaiono:

  • perdita muscolare,
  • anemia non rigenerativa.

Fattori della coagulazione

Per lo stesso meccanismo, anche l’antitrombina III si perde nelle urine.
Questa proteina è fondamentale per prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Una sua riduzione drastica – specie se associata a diete ipoproteiche, altamente sconsigliate nei pazienti renali – espone il cane al rischio di trombosi sistemica, che rappresenta una delle principali cause di morte nei pazienti nefropatici.


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